lunedì 10 marzo 2014

sabato 8 marzo 2014

#8marzo: dalle ore 14 in piazza Vittorio

Anche Torino oggi in piazza in difesa del diritto di autodeterminazione delle donne - a partire dalla solidarietà per le spagnole, duramente attaccate nei loro diritti. Ma anche festeggiando, oggi! perché finalmente una sentenza europea invita l'Italia a mettere le cose a posto.
Finalmente una notizia in controtendenza con i gravissimi attacchi che da tempo arrivano da ogni lato alla libertà delle donne di scegliere sul proprio corpo e sulla propria sessualità, dalla bocciatura europea della risoluzione Estrela (che intendeva impegnare gli Stati membri a mettere al centro politiche sociali sui diritti sessuali, lotta alle discriminazioni di genere e orientamento sessuale e autonomia  delle donne), alla proposta di legge, in Spagna, del governo del partito popolare conservatore di Rajoy, fino alla sospensione del servizio sanitario per l'interruzione di gravidanza in Grecia.  



In Piemonte i movimenti sè-dicenti "prolife" - che combattono il diritto di scelta delle donne con il sostegno della Giunta regionale Cota, si fanno sempre più strada nei consultori, ospedali pubblici e, recentemente, anche nei luoghi di formazione.  La nostra regione, come il Lazio, il Veneto e la Lombardia, è stata usata come “banco di prova” nell'aggressiva prospettiva più ampia di ridefinire la legislazione nazionale in materia di interruzione volontaria di gravidanza. 

Manovre autoritarie di restaurazione ispirate da strategie politiche che, in sfregio al principio di laicità dello stato, mirano a ridurre gli spazi di autonomia e libera scelta di poter vivere liberamente la propria sessualità, non solo delle donne ma di tutt*. 
Autodeterminazione è poter vivere liberamente la propria sessualità, il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere a prescindere dal sesso biologico

Invece di limitare la libertà di scelta, costruiamo percorsi di consapevolezza e liberazione, quali la prevenzione, la contraccezione, la valorizzazione delle differenze e l’educazione sessuale nelle scuole. 
Autodeterminazione è consapevolezza
Autodeterminazione è contraccezione libera e gratuita

Invece di limitare la libertà di scelta, creiamo una società che includa le donne e le metta in condizioni di poter scegliere davvero. Bisogna spogliarsi delle ipocrisie e dare delle risposte concrete per migliorare le condizioni materiali di vita delle donne: garantire un welfare e un lavoro che consenta loro di essere indipendenti, un sistema di tutele sul lavoro che permetta alle donne che lo scelgono di essere madri. 
Autodeterminazione è scegliere di essere madre

Questo 8 marzo, in tante città europee il movimento delle donne ha deciso di reagire per costruire una rete che ci unisca tutte a difesa del principio di autodeterminazione. 
Sul corpo delle donne, decidono le donne! E salutiamo con vera soddisfazione la risoluzione del Comitato Europeo per i Diritti Sociali, il cui esito si deve anche a tutte noi: alla tenacia e alla resistenza di tutte le donne che non intendono arrendersi.

 RICORDIAMO infine che è ancora in proiezione a Torino "Registe": non solo un "film", ma una serie di eventi - qui il programma 

lunedì 24 febbraio 2014

Matteo Renzi e la TAV Torino-Lione

E senza visione Paese, nessuna visione Futuro. Al nuovo premier un augurio: che domani non ci ritroviamo a ritwittarci questo storico segno di raggiunta consapevolezza, essendo andati fino in fondo a un'operazione dissennata il cui peggio si può ancora evitare e che - sapendo avremmo dovuto stroncare - abbiamo ciecamente perseverato a volere.


venerdì 21 febbraio 2014

Oggi 22 febbraio, in tutta Italia la protesta NoTav

In tutta Italia oggi si manifesta per far cadere accuse di terrorismo e si raccolgono fondi per aiutare il Movimento NoTav a sostenere ingenti spese legali. A Torino mobilitazioni in 6 piazze cittadineInutile ricordare come la linea TAV Torino-Lione sia osteggiata dagli abitanti della valle non solo perché "nel loro giardino". E' anche spreco enorme di denaro pubblico, per un'opera di grave impatto ambientale non giustificata da alcuna reale esigenza essenziale, visto che il traffico commerciale su questa tratta è in costante diminuzione. E proprio mentre il movimento NoTav aderisce alla lista Tsipras con la richiesta di fermare i finanziamenti europei a un'opera devastante, mentre popolazioni della valle e sindaci si riuniscono discutendo democraticamente e pacificamente, 3 lettere di presunti terroristi arrivano all'Ansa con (le solite) minacce di morte. 
Che c'entra tutto questo con la battaglia NoTav? Questi sono folli o provocatori che ben si inquadrerebbero in collaudate strategie che hanno una lunga storia (e che alcuni orchestratori  del passato hanno perfino orgogliosamente rivendicato). Ma la storia si ripete, se non lo teniamo in conto non impariamo niente. Chi pensa la violenza sia produttiva sbaglia, e chi fa di tutt'erba un fascio impari a distinguere. Non è accettabile che una protesta sofferta che si basa su preoccupazioni e dati documentati venga criminalizzata e che si accetti con leggerezza che azioni di contestazione, per quanto a volte esasperate, vengano ascritte a "terrorismo".

Le proteste vengono represse duramente e le accuse possono essere esagerate o pretestuose; ora la procura di Torino sez. Susa ha avuto la mano pesante anche con sanzioni economiche (l'ordine è di pagare entro pochi giorni la cifra di ben 215.000 €). Come scriveva “La Stampa” già il 22 settembre 2010, “il ricorso alla causa civile contro i NoTav potrebbe diventare uno strumento di dissuasione utilizzabile dai soggetti incaricati della progettazione o dell’esecuzione dei lavori per contenere la protesta”. E infatti il Movimento NoTAV sta già sostenendo pesanti oneri per le difese legali di oltre 400 persone indagate. Chiede dunque aiuto con questo appello: "la solidarietà da varie parti d’Italia ha già raccolto circa 120.000 euro, altri stanno arrivando ma bisogna raccoglierne ancora quasi 100.000non possiamo farcela da soli. Per questo chiediamo a quelli che ci sostengono di aiutarci economicamente in modo da consentirci di resistere ancora. Ogni donazione è preziosa, anche di soli 10 €".

venerdì 14 febbraio 2014

One Billion Rising in Piemonte

Oggi, 14 febbraio, San Valentino d'amore e per la giustizia: prima si va a ballare, e poi a cena. Ecco gli appuntamenti per danzare contro la violenza:

TORINO: Via Pio VII ore 18.00 
AOSTA: Via De Tillier ang. Via Croce di città ore 18.00 
BIELLA: Fontana Fons Vitae, V.le Matteotti ore 17.30
CUNEO:  Piazza Galimberti - Piazza Virginio ore 18.00
IVREA:    Piazza della Città ore 19.00  
MEZZOMERICO:  Piazza Municipio ore 17.30
OMEGNA: Pzza Salera ore 11.00
TORRE PELICE:  Via Repubblica 2 ore 18.00
VENARIA REALE:  Presso Centro Commerciale I Portici ore 12.00 
VERCELLI: Circolino di Porta Torino, ore 18.30  

mercoledì 12 febbraio 2014

Riflessioni delle donne sulle giunte 50e50: un report dal primo incontro a Torino

Sul progetto di avviare una valutazione sulle giunte 50e50 giunte a metà mandato, a partire dalle esperienze delle donne: pubblichiamo di seguito, per esteso, il report del primo incontro svoltosi a Torino, messo a punto dal Collettivo Civico delle donne per il Comune di Torino e dal Laboratorio Politico di TorinoNon si tratta di una relazione riassuntiva, ma letteralmente di una sorta di sintetico verbale che rende conto degli interventi fatti in quella prima occasione. Va da sè che le opinioni qui riportate sono di responsabilità delle singole persone che le hanno espresse (e non sono necessariamente condivise dalle altre partecipanti alla riunione); le proponiamo a tutte come primi spunti e idee reciprocamente proposti, sulle quali fondare una prima riflessione.

Erano presenti alla riunione donne di: Casa delle donne (To), Circoscrizione 8 (To), Collettivo Civico delle donne per il Comune di Torino, CRPO, Giunta del Comune di Torino, Libreria delle donne (Mi), DOL’S, Donne in quota (Mi), Galleria delle donne, Laboratorio Politico Torino, Consiglio della Regione Piemonte, Rete donna, Rete delle Reti, Rivista Marea, Scambiaidee, Udi 3°Millennio

INTRODUCONO:
Per il Collettivo Civico, Pierangela Mela
Il Collettivo Civico delle Donne per il comune di Torino ha una sede itinerante e un’identità collettiva ove si riconoscono e raccolgono donne singole, delle associazioni, del Movimento delle donne per affrontare temi di rilievo politico e seguire i rapporti con le istituzioni, in particolare con il Comune di Torino. Il Collettivo Civico  nato in occasione dell’ultima tornata delle elezioni amministrative, da allora si ritrova con regolarità quasi tutti i mesi. Tiene i contatti con le donne che operano dentro le istituzioni interessate a restare in relazione con il Movimento delle donne della città.

Per il Laboratorio Politico, Laura Cima
Spiego brevemente il lavoro del Laboratorio politico di Torino:  nato un 8 Marzo di 3 anni fa in cui c' stato a To uno strano corteo per metà di studentesse con i loro compagni (AlterEva)e per metà con donne NOTAV. Noi femministe più o meno storiche facevamo da cerniera. L'esigenza era quella di mettere in discussione la politica delle donne dentro e fuori le istituzioni, anche quelle di parità con cui abbiamo avuto un incontro a livello reg.le. Il seminario Politiche in-differenti  stato fatto con CIRSDE e CSPF e con elette, nominate e responsabili di partito. Poi ne abbiamo fatto un altro sulla formazione con Pogliana, federmanager, camera di commercio e università e abbiamo proposto a regione e provincia corsi di alta professionalità per donne e sono stati presentati progetti su bandi europei. Con Almateatro abbiamo un progetto diffusione sulle circoscrizioni. Vogliamo rompere steccati e attraversare appartenenze. Abbiamo proposto questo confronto la cui esigenza  nata a Caranzano con la tre giorni su Politica:sostantivo femminile e proponiamo di confrontarci su come le donne hanno cambiato (o no) la politica delle amministrazioni, quali progetti e quali metodi nuovi? quali confronti con le donne di movimento, quali boicottaggi maschili, quali rapporti con sindaco e consigliere/iquesiti intorno ai quali avviare il confronto stasera.

INTERVENTI

venerdì 31 gennaio 2014

Aderiamo all’iniziativa della rete di donne a sostegno dell’autodeterminazione spagnola: l’aborto non è un reato

Monica Cerutti (SEL) - Io decido- Noi decidiamo. Loro vogliono poter continuare a decidere. La Spagna progressista di Zapatero rischia di essere risucchiata da un vecchio modo di fare politica conservatore e ultracattolico. Il principio di autodeterminazione delle donne spagnole rischia di essere messo in discussione a causa dell'approvazione di una legge barbara e retrograda.

Sul tavolo del Governo spagnolo vi è la legge antiabortista dal nome: “Legge organica di protezione dei diritti del Concepito e della Donna in gravidanza”. Si tratta di una legge che purtroppo ha buone possibilità di essere approvata e che può essere contrastata solamente da una importante mobilitazione di piazza a livello europeo ed è per questo che noi domani saremo idealmente al fianco di tutte le donne spagnole aderendo all'iniziativa lanciata a Torino dalle associazioni di donne e singole che si riuniranno sotto il Consolato Spagnolo in Piazza Castello.

Domani alcune donne spagnole partiranno con il “treno per la libertà” da più città e si dirigeranno verso il Parlamento esigendo che non venga modificata la legge attualmente in vigore.

Con l'abolizione della legge Zapatero del 2012 l’aborto tornerebbe ad essere un reato e sarebbe consentito in sole due sole circostanze: in caso di violenza sessuale o se sussistessero gravi rischi per la salute fisica o psicologica della donna. In tutti gli altri casi, sarà vietato per legge. Quale la conseguenza di un tale provvedimento? Semplice il ritorno agli aborti clandestini.

Noi diciamo no ad un tale salto indietro dei diritti delle donne: Io decido. Noi decidiamo. Loro devono poter continuare a decidere.