martedì 13 maggio 2014

Costanza Miriano si sottometta a chi vuole e lasci in pace le (altre) donne

Il 10 maggio, presso il Salone Internazionale del Libro di Torino, si è svolto l’incontro dal titolo Maschio e femmina: contro l’ideologia del genere - Religione e spiritualità, con Costanza Miriano, autrice di diversi libri, quali: “Sposati e sii sottomessa”, “Sposala e muori per Lei”, “Obbedire è meglio” (di prossima uscita).

[Nella foto parodia del libro Sposati e sii sottomessa, di Donne ultraviolette, ndr]. In questi testi l'autrice invita le donne a ripensare al proprio ruolo di mogli alla luce di un’idea di sottomissione all’uomo. La ricetta che propone Costanza Miriano per il funzionamento dei rapporti di coppia è semplice: la donna deve lasciare l'ultima parola all'uomo, rinunciare alle sue ragioni e aspettative in nome della sua presunta “natura accogliente”.

Si tratta di pensieri integralisti, pericolosi e offensivi nei confronti delle donne, la cui gravità è amplificata dall’essere stati divulgati all’ampia platea di persone presenti al Salone Internazionale del Libro.

Per questo abbiamo deciso di manifestare il nostro dissenso ad una tale retorica che vorrebbe riportare la donna ad una condizione medievale, che inneggia e incoraggia le donne a sottomettersi e obbedire al proprio marito, in quanto ciò sarebbe scritto nelle Sacre Scritture.

Ancora una volta ci sentiamo dire come deve essere e come deve comportarsi una donna, ancora una volta ci sentiamo dire che prima di essere donne dobbiamo essere mogli e madri, brave se e in quanto sottomesse, e tali dettami vengono giustificati in ottica essenzialista e biologicista: la donna dev'essere così perché è nella sua natura.

Ancora una volta ci troviamo di fronte a chi parla di “ideologia del genere” con il chiaro intento di togliere qualsiasi valenza scientifica agli studi di genere e queer e di delegittimare anni di studi e di ricerche e di lotte per l’affermazione di diritti delle donne e delle persone LGBTQI.

Tutto ciò è inaccettabile e non potevamo rimanere impassibili di fronte ad un tale abominio integralista che alimenta il modello patriarcale e maschiocentrico, dove la donna si deve inginocchiare all’uomo, al dio, al quale deve obbedire stando zitta.

Abbiamo deciso di manifestare il nostro dissenso provocatoriamente, per rendere palese l'assurdità delle affermazioni che trovavano consenso in quella sala.

Noi non ci stiamo

Noi non ci sottomettiamo a nessuno per un presunto volere divino

Noi siamo donne libere quindi ci autodeterminiamo.

martedì 8 aprile 2014

Elezioni europee: cari partiti, signori segretari

Siamo alle solite. Cari partiti, signori segretari: nella delegazione italiana presente oggi al Parlamento europeo  le deputate sono appena il 21%, un dato che contribuisce a far scendere al 31% la presenza totale delle donne.
Percentuali, ben lontane dalla parità, che dimostrano quanto sia urgente un riequilibrio di genere anche del Parlamento Europeo. In un momento così difficile non si possono scrivere le politiche sociali ed economiche che coinvolgono milioni di persone  senza le competenze delle donne.
I generi devono essere rappresentati in modo paritario. Il voto delle donne e i voti alle donne sono chiave del cambiamento.
Serve un segnale di rinnovamento. Per questo Senonoraquando? Torino  chiede a  tutti i partiti impegnati nella formazione delle liste per le europee di rispettare l’alternanza di genere e di sostenere in egual misura gli uomini e le donne che saranno scelti per questo importante appuntamento elettorale. 
Non si tratta certo di "privilegi" per le donne ma, semplicemente, di garantire che:
• i due generi siano equamente rappresentati nel rispetto del merito e delle competenze 
• le donne siano sostenute nella competizione elettorale attraverso azioni positive, strumenti e risorse, per dare loro le stesse possibilità di comunicazione.
Se non è paritaria non è  democrazia.  
Per questo   prima del voto  inviteremo tutte le donne a valutare attentamente le liste e a votare quei partiti che sono stati attenti alle norme di democrazia paritaria nella loro composizione.
Le Deputate  di tutti i partiti, nel corso dell’approvazione della modifica delle legge elettorale, hanno dimostrato l’importanza  della battaglia  trasversale per  una maggiore parità nella rappresentanza politica.
Ci auguriamo pertanto  che passi, nei prossimi giorni alla Camera,  la norma transitoria,  che nel caso in cui le preferenze espresse siano  tre  esse dovranno riguardare candidati di genere diverso, pena l'annullamento della terza preferenza.
7 aprile 2014

lunedì 10 marzo 2014

sabato 8 marzo 2014

#8marzo: dalle ore 14 in piazza Vittorio

Anche Torino oggi in piazza in difesa del diritto di autodeterminazione delle donne - a partire dalla solidarietà per le spagnole, duramente attaccate nei loro diritti. Ma anche festeggiando, oggi! perché finalmente una sentenza europea invita l'Italia a mettere le cose a posto.
Finalmente una notizia in controtendenza con i gravissimi attacchi che da tempo arrivano da ogni lato alla libertà delle donne di scegliere sul proprio corpo e sulla propria sessualità, dalla bocciatura europea della risoluzione Estrela (che intendeva impegnare gli Stati membri a mettere al centro politiche sociali sui diritti sessuali, lotta alle discriminazioni di genere e orientamento sessuale e autonomia  delle donne), alla proposta di legge, in Spagna, del governo del partito popolare conservatore di Rajoy, fino alla sospensione del servizio sanitario per l'interruzione di gravidanza in Grecia.  



In Piemonte i movimenti sè-dicenti "prolife" - che combattono il diritto di scelta delle donne con il sostegno della Giunta regionale Cota, si fanno sempre più strada nei consultori, ospedali pubblici e, recentemente, anche nei luoghi di formazione.  La nostra regione, come il Lazio, il Veneto e la Lombardia, è stata usata come “banco di prova” nell'aggressiva prospettiva più ampia di ridefinire la legislazione nazionale in materia di interruzione volontaria di gravidanza. 

Manovre autoritarie di restaurazione ispirate da strategie politiche che, in sfregio al principio di laicità dello stato, mirano a ridurre gli spazi di autonomia e libera scelta di poter vivere liberamente la propria sessualità, non solo delle donne ma di tutt*. 
Autodeterminazione è poter vivere liberamente la propria sessualità, il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere a prescindere dal sesso biologico

Invece di limitare la libertà di scelta, costruiamo percorsi di consapevolezza e liberazione, quali la prevenzione, la contraccezione, la valorizzazione delle differenze e l’educazione sessuale nelle scuole. 
Autodeterminazione è consapevolezza
Autodeterminazione è contraccezione libera e gratuita

Invece di limitare la libertà di scelta, creiamo una società che includa le donne e le metta in condizioni di poter scegliere davvero. Bisogna spogliarsi delle ipocrisie e dare delle risposte concrete per migliorare le condizioni materiali di vita delle donne: garantire un welfare e un lavoro che consenta loro di essere indipendenti, un sistema di tutele sul lavoro che permetta alle donne che lo scelgono di essere madri. 
Autodeterminazione è scegliere di essere madre

Questo 8 marzo, in tante città europee il movimento delle donne ha deciso di reagire per costruire una rete che ci unisca tutte a difesa del principio di autodeterminazione. 
Sul corpo delle donne, decidono le donne! E salutiamo con vera soddisfazione la risoluzione del Comitato Europeo per i Diritti Sociali, il cui esito si deve anche a tutte noi: alla tenacia e alla resistenza di tutte le donne che non intendono arrendersi.

 RICORDIAMO infine che è ancora in proiezione a Torino "Registe": non solo un "film", ma una serie di eventi - qui il programma 

lunedì 24 febbraio 2014

Matteo Renzi e la TAV Torino-Lione

E senza visione Paese, nessuna visione Futuro. Al nuovo premier un augurio: che domani non ci ritroviamo a ritwittarci questo storico segno di raggiunta consapevolezza, essendo andati fino in fondo a un'operazione dissennata il cui peggio si può ancora evitare e che - sapendo avremmo dovuto stroncare - abbiamo ciecamente perseverato a volere.


venerdì 21 febbraio 2014

Oggi 22 febbraio, in tutta Italia la protesta NoTav

In tutta Italia oggi si manifesta per far cadere accuse di terrorismo e si raccolgono fondi per aiutare il Movimento NoTav a sostenere ingenti spese legali. A Torino mobilitazioni in 6 piazze cittadineInutile ricordare come la linea TAV Torino-Lione sia osteggiata dagli abitanti della valle non solo perché "nel loro giardino". E' anche spreco enorme di denaro pubblico, per un'opera di grave impatto ambientale non giustificata da alcuna reale esigenza essenziale, visto che il traffico commerciale su questa tratta è in costante diminuzione. E proprio mentre il movimento NoTav aderisce alla lista Tsipras con la richiesta di fermare i finanziamenti europei a un'opera devastante, mentre popolazioni della valle e sindaci si riuniscono discutendo democraticamente e pacificamente, 3 lettere di presunti terroristi arrivano all'Ansa con (le solite) minacce di morte. 
Che c'entra tutto questo con la battaglia NoTav? Questi sono folli o provocatori che ben si inquadrerebbero in collaudate strategie che hanno una lunga storia (e che alcuni orchestratori  del passato hanno perfino orgogliosamente rivendicato). Ma la storia si ripete, se non lo teniamo in conto non impariamo niente. Chi pensa la violenza sia produttiva sbaglia, e chi fa di tutt'erba un fascio impari a distinguere. Non è accettabile che una protesta sofferta che si basa su preoccupazioni e dati documentati venga criminalizzata e che si accetti con leggerezza che azioni di contestazione, per quanto a volte esasperate, vengano ascritte a "terrorismo".

Le proteste vengono represse duramente e le accuse possono essere esagerate o pretestuose; ora la procura di Torino sez. Susa ha avuto la mano pesante anche con sanzioni economiche (l'ordine è di pagare entro pochi giorni la cifra di ben 215.000 €). Come scriveva “La Stampa” già il 22 settembre 2010, “il ricorso alla causa civile contro i NoTav potrebbe diventare uno strumento di dissuasione utilizzabile dai soggetti incaricati della progettazione o dell’esecuzione dei lavori per contenere la protesta”. E infatti il Movimento NoTAV sta già sostenendo pesanti oneri per le difese legali di oltre 400 persone indagate. Chiede dunque aiuto con questo appello: "la solidarietà da varie parti d’Italia ha già raccolto circa 120.000 euro, altri stanno arrivando ma bisogna raccoglierne ancora quasi 100.000non possiamo farcela da soli. Per questo chiediamo a quelli che ci sostengono di aiutarci economicamente in modo da consentirci di resistere ancora. Ogni donazione è preziosa, anche di soli 10 €".

venerdì 14 febbraio 2014

One Billion Rising in Piemonte

Oggi, 14 febbraio, San Valentino d'amore e per la giustizia: prima si va a ballare, e poi a cena. Ecco gli appuntamenti per danzare contro la violenza:

TORINO: Via Pio VII ore 18.00 
AOSTA: Via De Tillier ang. Via Croce di città ore 18.00 
BIELLA: Fontana Fons Vitae, V.le Matteotti ore 17.30
CUNEO:  Piazza Galimberti - Piazza Virginio ore 18.00
IVREA:    Piazza della Città ore 19.00  
MEZZOMERICO:  Piazza Municipio ore 17.30
OMEGNA: Pzza Salera ore 11.00
TORRE PELICE:  Via Repubblica 2 ore 18.00
VENARIA REALE:  Presso Centro Commerciale I Portici ore 12.00 
VERCELLI: Circolino di Porta Torino, ore 18.30