giovedì 15 gennaio 2015

Bambine e leader

"Dalla parte delle bambine" di Elena Gianini Belotti è stato ripreso pochi anni fa da Loredana Lipperini, ex-candidata Tsipras nel mio collegio, con il suo libro "Ancora dalla parte delle bambine". Quasi quarant'anni di un femminismo più attento a far emergere la differenza donna/uomo, e a valorizzare quella delle donne, che a rivendicare diritti politici.
Un modo molto diretto di stare dalla parte delle bambine mettendosi in discussione come madri e tagliando la complicità con i padri e il loro potere. La più grande rivoluzione del Novecento, e senza spargimento di sangue. Un contributo del femminismo alla possibile convivenza pacifica in Europa e in Occidente, dopo l'orrore e i genocidi delle due guerre mondiali e di nazifascismo e stalinismo. Con un pensiero centrato sulle relazioni in un occidente ricco ed in espansione, liberato dai sensi di colpa del precedente colonialismo. Nel nostro paese negli anni ottanta, sotto tiro terrorista e della strategia della tensione, questo processo fu rallentato: la caduta del muro di Berlino nel 1989 aprì l'ultimo decennio del secolo alle speranze di un'Europa aperta, dove le poche donne politiche potevano finalmente misurarsi a disegnare un altro mondo possibile insieme agli uomini e in favore delle nuove generazioni che nel nuovo millennio avrebbero sperimentato pari opportunità. Quasi un decennio di fondi europei furono indirizzati a questo scopo e, nel 2007, si celebrò l'anno delle pari opportunità per tutti, coprendo l'insuccesso dell'Europa politica, uccisa sul nascere dai no referendari di Francia e Paesi bassi.
Dalla parte delle bambine per preparare loro un mondo migliore, ricordando solo saltuariamente quelle che erano le oppressioni e le violenze (dalle mutilazioni genitali, le lapidazioni, gli stupri di guerra e non, il mercato del sesso e il turismo sessuale, i matrimoni forzati delle bambine) dall'altra parte del mondo.
Intanto leader maschi in occidente ci preparavano la globalizzazione e le guerre del petrolio e, nel 2001, all'inizio del nuovo millennio Bil Laden, famiglia di miliardari amici USA, nato in Arabia Saudita, metteva a segno il più spettacolare atto terroristico alle torri gemelle e al Pentagono. L'ultimo decennio i leader ci regalarono crisi e miseria crescente, anche culturale e politica, guerre in nome della primavera araba e  resuscitate guerre fredde, e in ultim, il califfato IS  (che ormai possiede e vende petrolio), quello della Libia e Boko Haram. E ingiustizie sociali intollerabili, cambiamenti climatici disastrosi, inquinamento generalizzato, violenze che cancellano le più elementari norme di convivenza, barbarie e paura del futuro.
Ho voluto ricordare la storia misurata sulla mia vita, anziché addentrarmi in analisi più o meno articolate come quelle che stanno provenendo anche da settori del mondo femminista. Perché di fronte alle bambine immolate come bombe umane, stuprate e mutilate, come di fronte ai femminicidi a cui assistono o di cui sono vittime in tutto il mondo, io sono ormai senza parole. Questo è il mondo che avanza, amiche mie, nonostante noi.
Posso solo insistere: prendiamoci più potere possibile e smettiamo di rappezzare con la nostra cura un mondo in cui gli uomini continuano a regalarci queste civiltà. Elisabetta Addis mi lascia allibita, insieme a Merkel e le due o tre donne che aprono il corteo di Parigi nel triangolo dei potenti, quando si allineano agli uomini nel rivendicare la supremazia della civiltà occidentale.  Finché saremo sottomesse e violentate fin da piccole, in una qualsiasi parte di questo mondo globalizzato, di quale civiltà stiamo parlando?
Non mi stancherò mai di contrastare il potere maschile e di prefigurarne uno che ci riagganci alle società matriarcali. A Torino, con Soraya Post rifletteremo in marzo sulla rappresentanza femminista e con alcune relatrici della Secular Conference http://www.secularconference.com di Londra dell'ottobre scorso sulla laicità. Fondamentalismi, relativismo culturale, razzismi, neoliberismi sono espressione dell'incultura e del potere maschile  che sta perdendo ogni aspirazione di dignità e libertà e sta precipitando nella barbarie.
Aiutare noi stesse a dirigere i processi vuol dire aiutare  le nuove generazioni di donne e le bambine di tutto il mondo, in qualsiasi luogo del mondo si viva. E impedire che bambini siano costretti ad uccidere, che uomini adulti continuino a farlo con Kalashnikov o con coltelli, acidi,veleni, droni e missili. Non ci sono armi più civili di altre nè tantomeno morti che valgono di più. Gli eroi erano maschili come tutti i carnefici. Noi diciamo basta e sostituiamoci a loro. Ne va della sopravvivenza stessa del pianeta: 15 anni e poi i processi irreversibili innestati dall'homo faber nel suo percorso di conquista della natura e delle donne, faranno molti più morti dei kamikaze assassini.
Laura Cima

2 commenti:

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  2. I veri esseri umani sono coloro che sanno venire in aiuto ai loro simili quando soffrono. Quest'uomo mi ha fatto un prestito di 75.000€ senza il tutto complicarmi la macchia al livello dei documenti che chiedono le banche in occasione delle domande di prestito. Ho deciso oggi di testimoniare nel suo favore voi potete contattarlo per e-mail: e-mail: muscolinogiovanni61@gmail.com

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